Come far esplodere una “bomba” e rimanere illesi | INTERVISTA

Universitario incontra i ragazzi di BombaCarta

Ogni elemento della tavola periodica reagisce in modo diverso a seconda di ciò che gli viene posto accanto. Così sono le persone e l’arte: l’unicità di ognuno, al “contatto” con un testo, fa – rimanendo con un piede nell’analogia chimica- reagire in modo diverso ogni persona, facendola appassionare, fino a far nascere il desiderio di esternare tali reazioni, di metterle in comune. Quel libro sul comodino, quella scena di quel film, quel brano sono capaci di far brillare una bomba dentro ciascuno. Comunicare tale esplosione è possibile? E se si permettesse all’altro di assistervi?
C’è qualcuno nella nostra università, che sembra proprio voler
affrontare queste domande: i ragazzi di BombaCarta. Gli appuntamenti principali del progetto si chiamano “Officine”, incontri in forma “seminariale” dedicati all’approfondimento di una
particolare tematica attraverso la condivisione e discussione di testi, immagini, musiche, scene di film presentati ai partecipanti dai coordinatori dell’incontro, senza la pretesa di tenere una conferenza: l’arte non viene “riferita”, ma esperita insieme. L’Officina non è infatti una lezione frontale, è un percorso critico
condiviso che nasce sì dalle opere scelte e dalle riflessioni degli animatori dell’incontro, ma si sviluppa e prende corpo imprevedibilmente attraverso le risonanze spontanee di coloro che vi partecipano.
Universitario Roma ha incontrato i ragazzi del progetto per far loro qualche domanda su questa esperienza.

Quando è nata BombaCarta e chi l’ha fondata?
«Le sue radici affondano nel lontano 1997 e in un luogo preciso: il cassetto di una cattedra del Liceo Massimo di Roma. È lì che Antonio Spadaro, cercando una penna, trovò invece una poesia incisa. Quando si dice effetto farfalla… la forza di quelle parole nascoste ha provocato uno tsunami: da quel momento è bastato un avviso in bacheca, un invito a portare alla luce i propri testi, perché emergesse “il sommerso” di tutti coloro che avevano il desiderio di scrivere e condividere. Fu un’esplosione di testi a scoppiare tra le mani del povero Spadaro, una bomba carta appunto! Ma fu grazie ad un gruppo spontaneo di questi amici
che il 12 gennaio del 1998 si formò un vero e proprio gruppo di riflessione e di pratica creativa che nel corso degli anni è cresciuto a dismisura con le sue attività, integrandosi e modificandosi nella sua composizione.»

È presente unicamente a Roma?
«Le iniziative si svolgono a Roma, tuttavia BombaCarta vive oltre alla dimensione territoriale una dimensione virtuale: è animata da iniziative concrete (Officine di espressione creativa, Laboratori, Eventi Culturali, etc.) e appunto virtuali (Blog, BombaMag, BombaFoto, etc.): tante persone ci seguono in remoto da più parti d’Italia, con la sorpresa talora di vederle comparire alle Officine –insomma, tra gente che viene e gente che va, è un aeroporto

Quanto è legata con gli studenti Sapienza? Quali sono in generale i rapporti con la Sapienza?

«C’è un particolare “sodalizio” con la prima università: grazie a Don Diego Mattei, nella Cappella attualmente teniamo il nostro laboratorio di lettura e cinema (OpenLab) un lunedì al mese  -ovviamente aperto a tutti.»

Si limita agli studenti o è un’attività aperta anche al personale docente e non?
«Rispetto a ciò, BombaCarta non ha alcun limite: le sue iniziative sono per chiunque voglia mettere in gioco la propria sensibilità e creatività, in un confronto aperto e mai esauribile tra arte e vita.»

Come sono suddivisi i laboratori? Quanto tempo prendono?
«Attualmente, oltre alle Officine (che si tengono un sabato al mese, dalle 11 alle 17), abbiamo unito il laboratorio di lettura “O’Connor” con il laboratorio di BombaCinema in un solo laboratorio, l’OpenLab, che si tiene una sera al mese. Chi viene al laboratorio condivide un breve brano letterario (narrativa o poesia) o una scena di un film con gli altri partecipanti, dando seguito a un commento corale. Vi sono poi ulteriori laboratori e progetti legati alla scrittura creativa (BombaInk e Bclings) e alla fotografia (BombaFoto).»

Quali sono le difficoltà per le riunioni in questa situazione? Come vi siete organizzati per gli incontri in
questo periodo? Sono in corso progetti “straordinari”?
«Essendo gli incontri di Officina il cuore di BombaCarta, effettivamente le limitazioni di questo tempo sono state un colpo duro – a cui però abbiamo saputo reagire prontamente: è stato riavviato un progetto di tanti anni fa, ossia la nostra rivista online BombaMag, nella quale affrontando un tema preciso tentiamo di trasferire in forma scritta gli interventi che faremmo nei nostri incontri, mantenendo tuttavia la vivacità dei confronti dal vivo. Certo, non è la stessa cosa, ma fino ad ora si è rivelato un successo, anche a giudicare dalle reazioni e dall’interesse suscitato in più di un lettore. Tanto che pensiamo di continuare questa iniziativa anche quando sarà possibile riprendere gli incontri dal vivo. Inoltre abbiamo sperimentato delle forme di condivisione e commento “a distanza” dei testi in un laboratorio di lettura virtuale che ci ha fatto compagnia per questi due mesi. »

Come funzionano i canali social legati a BombaCarta?
«Siamo attivi e in costante aggiornamento su Facebook, Instagram e Twitter , nonché sul nostro blog dove pubblichiamo articoli, presentiamo “pillole” di quanto pubblicato su BombaMag e condividiamo i testi e i commenti del laboratorio di lettura virtuale – oltre che a piccole iniziative create appositamente per questo periodo di quarantena, come consigli cinematografici giornalieri.  Su Twitter il dialogo è particolarmente vivo – molte sollecitazioni ed interventi sono stati così importanti che ci hanno aiutato nella stesura dei nostri numeri, venendo citati negli stessi. Sono pertanto in questo periodo canali imprescindibili per continuare a condividere le nostre attività e per avere uno scambio con chi ci segue. L’invito per ogni attività di BombaCarta, sebbene suoni solenne e biblico, è sempre lo stesso: venite e vedrete

Marco Nicoletti

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