Sabina Guzzanti:«Costruitevi un lavoro che non vi renda schiavi»

Presentazione del laboratorio Sapienza “Il comico e la satira” tenuto da Sabina Guzzanti

Intervista di Universitario Roma a Sabina Guazzanti: la satira, le censure, il lavoro e la dura critica ai social salvando però il web

Un’opportunità unica quella data agli studenti Sapienza che potranno partecipare al laboratorio “Il comico e la satira” tenuto da Sabina Guzanti. Il progetto è stato presentato i primi di Marzo alle Ex Vetrerie Sciarra in Aula Levi. Una presentazione che si è trasformata presto in una lezione dove i numerosi studenti presenti hanno avuto interessanti anticipazioni sul contenuto del laboratorio che insegnerà le tecniche e il lavoro della satira e del comico. Sabina Guzzanti ha spiegato come nsce un personaggio, l’importanza dell’osservazione, della ricerca e della stesura del pezzo. Gli studenti che prenderanno parte al laboratorio avranno la possibilità di lavorare, come anticipato da Guzzanti, su un testo satirico su un tema dell’università che potrebbe addirittura essere messo in scena in qualche locale di San Lorenzo. Durante la presentazione del corso sono stati proiettati alcuni spezzoni di spettacoli di Sabina Guzzanti, vera maestra della satira. Quella satira che in più di un occassione le ha creato problemi come quando nel 2003 il suo programma Raiot  venne bloccato dalla Rai in seguito ad una querela di Mediaset, per alcune battute su Berlusconi e la Legge Gasparri, poi archiviata dalla magistratura. In seguito alla censura, Sabina si è allontanata dalla televisone e ha sfruttato il web, con il TgPorco, per tornare a fare la satira che voleva, sostenuta anche finanziariamente dagli utenti con una raccolta fondi. Un’artista a tutto tondo in grado di spaziare dallla televisione al web, passando ovvimanete per il teatro, fino all’impegno politico senza mai censurarsi come dimostrano i provvedimenti giudiziari a suo carico: villipendio al Papa e diffamazione di Mara Carfagna. In occasione della presentazione del laboratorio abbiamo avuto il piacere di porle qualche domanda.

Ha qualche consiglio per gli studenti che si stanno per affacciare sul mendo del lavoro. Quali caratteristiche devono tenere in mente?

Lo chiede alla persona sbagliata perché io non ho mai lavorato in vita mia e lo ho fatto apposta. A 18 anni mi è capitato di dover lavorare in un fast food a Londra e ho capito che lavorare era una cosa che andava evitata a tutti i costi. Quindi ho fatto teatro, dove si fatica, ma è un lavoro libero. Il suggerimento che darei è quello di cercare di costruirsi un lavoro libero, che non ti renda schiavo. Consiglio di mettersi nella condizione di inventarsi un lavoro

Nel corso della sua carriera ha però subito una sorta di “censura”, nonostante facesse un lavoro libero.

Mi sono comunque rinventata un lavoro, prima ho fatto un documentario su quella storia di censura e da lì ho iniziato a fare cinema e sono molto più contenta. La censura va combattuta ma poi bisogna non starci troppo dentro e trovare un’altra strada.

Dopo quella vicenda ha utilizzato il web come strumento di rivalsa e riaffermazione. E’ così che va utilizzato internet?

Il web è una risorsa enorme. Bisogna distinguere tra social e web. I social sono una iattura, hanno distrutto la possibilità di fare un dialogo politico sensato. Si perdono tutte le energie a spiegare cose ovvie e costringono ad involverti, ti abbrutiscono, ti legano a giochi narcisistici di premietti e punizioni. Qualsiasi cosa scritta sui social è completamente inutile, scrivendo sui social non partecipi perché sono appiattiti sulla televisione e non sono un mezzo di comunicazione alternativo. Non c’è nulla di antireggime

Nel suo caso i social e il web sono stati una risorsa?

I social sono una risorsa per la promozione ma non sono un mezzo di espressione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *