Federica Sciarelli. Giornalista e donna di coraggio

Ospite della Sapienza per un seminario, la giornalista Federica Sciarelli ha risposto alle domande di Universitario Roma

Giornalista e scrittrice, dal 2004 conduttrice di “Chi l’ha visto?”, Federica Sciarelli è di certo una professionista dell’informazione italiana che la notizia l’ha sempre vissuta sul campo: dalle persone scomparse alle controversie risolte attraverso servizi coraggiosi e scelte audaci, che hanno fatto di lei un volto importante del settore, «sempre con la schiena dritta e con le proprie idee», come lei stessa parla della sua esperienza. Federica Sciarelli ha anche risposto a un paio di domande di Universitario Roma. Ad un ragazzo o una ragazza che sui banchi dell’università sogna un giorno di diventare giornalista sul campo, come lei, cosa si sentirebbe di consigliare? «Chi vuol diventare giornalista non deve farlo certo per il compenso ma per vocazione. Questo è un mestiere bellissimo ma è un mestiere difficile. E’ complicato realizzarsi, vista ormai la crisi del settore. L’editoria non investe più sui giovani ma continua a tenersi i professionisti più anziani, a mio parere è invece necessario investire sui giovani che questo lavoro vogliono farlo e vogliono farlo ora, cercando di agevolarli e sicuramente non rallentandoli con pratiche burocratiche e pagamenti che saltano». Lei si è occupata di casi di cronaca nera avvincenti e a volte abbastanza cruenti. Si è mai appassionata ad uno di questi tanto da venirne ossessionata, professionalmente parlando, e a cui ha ripensato per parecchio tempo o a cui ripensa ancora oggi? «Sicuramente il caso riguardante l’assassinio di Ilaria Alpi. Quando sono passata a “Chi l’ha visto?” ho imparato un altro metodo di lavoro ed ho ricercato la verità attraverso vie diverse. Conobbi una collega che conosceva Ilaria, Chiara Cazzaniga, quasi per un segno del destino, e le chiesi di indagare per dimostrare che Gelle (ndr. Ahmed Ali Rage) fosse stato pagato per accusare Ashi Omar Hassan di aver ucciso Ilaria Alpi. Per 8 mesi Chiara ha ricercato la verità, trovando infine Gelle, che ormai era scappato per far perdere le sue tracce in Inghilterra. Nell’intervista che Gelle ci ha concesso ha poi confessato di essere stato pagato per incolpare Ashi, che in seguito ha chiesto la revisione del processo ed è stato liberato. I casi che ti ossessionano sono sicuramente quelli ingiusti, quelli che ti fanno chiedere “perché è andata così?”»

Claudio Panebianco

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