Monica Cirinnà: «Non nascondetevi, pretendete rispetto e uguaglianza»

Oggi senatrice con il Partito Democratico, Monica Cirinnà è stata tra le fondatrici della Casa Internazionale delle Donne e il suo nome è legato indissolubilmente alla legge sulle Unioni Civili.

Ha studiato alla Sapienza dove ha svolto anche il ruolo di assistente fino alla decisioni di occuparsi a tempo pieno di politica. Da sempre in prima fila per i diritti di tutti, ha condotto diverse campagne ambientaliste. A metà novembre c’è stata la manifestazione contro la violenza sulle donne e la violenza di genere. Lei che ha fondato la Casa Internazionale delle Donne, crede che il movimento stia facendo passi importanti? Tutti i movimenti e ciò che aggrega sono positivi. I movimenti della società civili sono visti di buon occhio. Il problema vero è che la politica di oggi non riesce ad interagire con quelli che sono i movimenti di volontariato. Il movimento delle donne sono un pezzo importante di società a cui il mio partito non ha guardato, sbagliando. Qual è la prospettiva? In tempi di destra non è positiva ma per questo bisogna combattere Il suo nome è legato alla legge sulle Unioni Civili. E’ soddisfatta del risultato finale ottenuto oppure avrebbe voluto una legge più forte? Sicuramente il PD ha fatto tutto quello che poteva fare in un momento in cui era al governo con una serie di forze spurie. Se la legge esiste è merito della mia caparbietà ma anche per la decisione politica di Matteo Renzi che alla fine ci ha messo la fiducia, ed io non sono una partigiana di quell’area. Il paese era più avanti ma diviso per fasce di età: i giovani chiedevano il matrimonio egualitario (su cui sono d’accordo) ma dai 40 anni in su le persone non erano a favore del matrimonio. L’Italia è arretrata nel campo dei diritti e vive di stereotipi. La Sapienza ha da poco approvato il Doppio Libretto. E’ questa la strada da seguire? La strada è solo quella culturale, educativa e formativa. L’Università sta facendo passi avanti, dobbiamo educare i giovani perché la politica non può calare dall’alto grandi riforme etiche se il paese non è pronto. Un consiglio per un ragazzo che si trova a scoprire un nuovo orientamento sessuale e che si sente discriminato? Non nascondersi mai, parlare di sé e pretendere rispetto e uguaglianza. Se ha bisogno di aiuto c’è un mondo di associazioni LGBDT aperto. Un ragazzo di Roma trova accoglienza piena al Mario Mieli per esempio. Le grandi associazioni sanno aprire gli ombrelli di tutela sotto ai quali ci si può sentire bene. Lei si è laueata alla Sapienza. Un ricordo di quegli anni di studio? Tanti e meravigliosi. I grandi professori con cui anche ho avuto anche modo di lavorare dopo la laurea e che mi hanno formato: Cassese, Lipari. Che dire…Sapienza è Sapienza.

Luca Basiliotti

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