Roma, “Più libri più liberi”: ne parliamo con Giovanni Solimine

Per capire un po’ meglio di cosa si tratta abbiamo parlato con Giovanni Solimine, docente alla Sapienza e presidente della Fondazione Bellonci che assegna il premio Strega.

Come ogni anno torna nella capitale l’unica fiera al mondo dedicata esclusivamente all’editoria indipendente. La manifestazione è giunta alla sua 17ª edizione e si terrà dal 5 al 9 dicembre al Centro Convegni dell’EUR, maggiormente noto come “la nuvola”.  Ne parliamo con Giovanni Solimine.

Buongiorno, in cosa consiste quest’iniziativa? «È una mostra organizzata dall’Associazione Italiana Editori. Nonostante la capitale italiana del libro sia Milano, è la nostra città Roma a vantare il maggior numero di editori medio-piccoli, ovvero gli assoluti protagonisti dell’evento. Per loro è un’occasione importante per farsi conoscere ed è molto indovinato il periodo in cui il salone si tiene. Farlo all’inizio di dicembre consente ai visitatori di fare gli acquisti di Natale a prezzo scontato e questo aumenta il suo successo». La piccola editoria è spesso presentata come “la palestra degli scrittori del futuro”… «I piccoli editori si possono permettere il lusso di pubblicare un autore sconosciuto e svolgono una preziosa attività di scouting. Poi, quando l’autore raggiunge la fama migra verso editori che gli garantiscono una distribuzione e un compenso diversi. La trovo un’espressione azzeccata». Una casa editrice, un libro e un autore da tener d’occhio? «Ci sono editori che si stanno specializzando in generi che solitamente non hanno molto sèguito. Ad esempio la piccola casa editrice romana “Racconti”, fondata da due ex studenti della Sapienza dopo il master in editoria, valorizza la narrativa breve ed è salita alla ribalta dopo che il libro di Elvis Malaj “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” è entrato tra i finalisti del Premio Strega 2018 (ricordiamo che la casa editrice “Racconti” non chiede contributi economici ai propri autori, ndr)». Perché uno studente universitario dovrebbe partecipare a un’iniziativa di questo tipo? «Innanzitutto per vedere cosa si pubblica. Davanti a un’offerta così ampia accade spesso di trovare anche il libro che non si stava cercando. Inoltre, la mostra è ricca di incontri e presentazioni ed è l’occasione non solo per vedere che faccia ha l’autore dell’ultimo libro che abbiamo letto, ma anche per ottenere un incontro con qualche editore o per lasciare il proprio curriculum».

Insomma, se volete passare un pomeriggio all’insegna della cultura indipendente, acquistare un libro che non si trova o semplicemente entrare nella famosa “nuvola” di Fuksas, non mancate alla fiera “Più libri più liberi”.

Federico Cava

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