Nuova cattedra per il dialogo interreligioso

La Sapienza riconferma il suo carattere laico e inaugura un nuovo corso sulla coesistenza pacifica delle fedi nel mondo: intitolato al re del Bahrain

Dal 5 novembre il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo ospiterà una nuova cattedra: “King Hamad Chair for inter-religious dialogue and peaceful co-existence”, dedicata al dialogo interreligioso. L’avviamento del corso, proprio all’interno del primo ateneo romano, ha una forte valenza simbolica, come ha sottolineato Alessandro Saggioro, professore ordinario di Storia delle Religioni dal 2007 e ora titolare della nuova cattedra: Roma ospita infatti la comunità ebraica più antica del mondo, la moschea più grande d’Europa ed è allo stesso tempo centro del Cristianesimo e si presenta dunque quale emblema della possibile coesistenza tra le varie religioni. L’inaugurazione ha accolto come ospite d’eccezione il principe ereditario Sheikh Abdulla bin Hamad Al Khalifa, in rappresentanza del re del Bahrain Ḥamad bin ʿĪsā Āl Khalīfa, al quale la cattedra è intitolata e che solo pochi giorni fa aveva dichiarato: «Nel regno del Bahrain per secoli abbiamo vissuto fianco a fianco con vicini di tutte le fedi e culture. Noi riconosciamo questa diversità come un fatto naturale e normale nella vita del nostro Paese». Il Bahrain, arcipelago di 33 isole nel Golfo Persico, è sempre stato una terra di contatto culturale, caratteristica che condivide con la nostra Penisola. Una somiglianza che il magnifico rettore Eugenio Gaudio ha evidenziato: «La Sapienza è la massima espressione accademica di un paese come l’Italia, dalla naturale vocazione al dialogo per la sua posizione geografica e la sua storia». Con questa ultima iniziativa, la Sapienza vuole portare all’attenzione delle nuove generazioni l’importanza del pluralismo e contemporaneamente riconferma la sua identità di ateneo laico e promotore del dialogo, inteso come antidoto ai radicalismi dilaganti nella società odierna.

Eleonora Artese

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