Infostud, che disastro!

Il sistema telematico della Sapienza è andato ancora una volta in tilt: i disagi per gli studenti si moltiplicano.

Un disagio totale. Account non più registrati, bloccati, temporaneamente disattivati e password non corrette. Isee spariti, esami rimodulati, voti in via di approvazione e, soprattutto, risultati dei test d’ingresso cryptati come programmi missilistici. Infostud ha forse affrontato, quest’anno, il suo system down più feroce, collezionando lamentale dall’intera comunità studentesca. Il portale telematico della Sapienza a
partire da settembre ha registrato un grave malfunzionamento probabilmente riconducibile ai server della Minerva, sicuramente non preparati all’incremento di iscritti ed alla mole di lavoro che il nuovo anno accademico ha portato. L’immatricolazione è stata per alcuni un vero calvario: travalicando l’ovvia difficoltà nel mettersi in contatto con i centralini dei vari dipartimenti (tantissimi i fuori sede che hanno tentato invano di stabilire con le facoltà un collegamento telefonico), riuscire ad ottenere delucidazioni è stato per tanti quasi impossibile. Il servizio di risposta per email, e questo va reso noto, ha invece incrementato la velocità di risoluzione in maniera notevole, diventando l’ultimo baluardo di speranza per i novelli iscritti. Ricordiamo ancora, tra le diverse difficoltà per gli alunni di piazzale Aldo Moro, l’incongruenza spesso rilevata di non poter pagare realmente in tutte le filiali convenzionate i bollettini, tornando agli infodesk pieni di domande e con il codice dell’errore “sotto braccio”. Dichiarare il proprio reddito per centinaia di ragazzi si è rivelata un’impresa: molto spesso le banche dati dell’Inps erano inaccessibili (come recitava il messaggio d’avviso) o le dichiarazioni risultavano assenti nell’archivio. Le esenzioni, inoltre, non sono state accettate al primo tentativo mentre svariate password sono state reimpostate “a forza” per poi risultare
comunque errate. Un mese di inferno per i sapienzini, costretti a districarsi tra la giungla dei sistemi in tilt.

Claudio Panebianco

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