Laziodisu si rivoluziona e si apre agli studenti

Eletta la Consulta Regionale per diritto allo studio e promozione della
conoscenza: i componenti possono essere solo studenti universitari

Laziodisu, dal 31 luglio scorso, diventa Di.S.Co: Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza. L’Ente nasce nell’ottica di riproporre e ampliare le finalità di Laziodisu: la Regione ha investito buona parte del Fondo Sociale Europeo in politiche per la
promozione del diritto allo studio universitario, raddoppiando i beneficiari delle borse di studio, aumentando l’efficienza del collegamento tra studio e lavoro e internazionalizzando l’offerta formativa. La struttura dell’Ente si rivoluziona sia a livello centrale sia periferico, riducendo il numero dei membri nel Consiglio di Amministrazione ed eliminando le cinque Adisu territoriali, sostituite da tre presìdi regionali. Il risparmio stimato si aggira intorno ai 500 mila euro, ma il nuovo assetto che nasce anche nell’ottica di potenziare il coinvolgimento degli studenti. Di.S.Co è composto da tre organi: il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il Consiglio di Amministrazione e la Consulta Regionale. È quest’ultima il cuore della partecipazione universitaria: composta da 21 studenti, provenienti in diverse proporzioni sia da atenei statali sia non statali, è stata eletta in modalità provvisoria il 27 settembre. I membri permanenti subentreranno a quelli attualmente in carica la prossima primavera: le elezioni della Consulta avverranno insieme a quelle del CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari). I componenti sono ora soltanto 16, perché, in questa prima fase, la Consulta si intende costituita se è eletto almeno 1/3 dei membri. È Sapienza in Movimento, organizzazione politica studentesca della Sapienza, a presentarsi come l’associazione più numerosa in Consulta, aggiudicandosi 7 seggi su 16: Antonino Carbonello, Valerio Cerracchio, Francesco
Montagnese, Benito Gerardi, Italo Ronga e Laura Bruno. Nonostante l’ottimo risultato, Sapienza in Movimento ha contestato la nebulosità del regolamento che avrebbe dovuto illustrare vincoli e procedure: vaghi i metodi di ripartizione dei seggi, modalità di elezione chiarite tramite FAQ, ed elettorato passivo raccolto in pochissimi giorni. Partendo dalla segnalazione della superficialità delle norme, Sapienza in Movimento denuncia la scarsa attenzione dell’attuale amministrazione regionale nei confronti degli studenti, ma c’è anche un altro fattore da non sottovalutare, molto esplicativo della reale correlazione tra politica e studenti: quanti universitari erano a conoscenza delle elezioni del 27 settembre?

Eleonora Artese

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