Il valore della laurea per il lavoro e per…la pensione

Il riscatto della laurea è un’operazione che non tutti ancora conoscono: permette di aumentare il vitalizio o anticipare la pensione 

 

Gli anni universitari costituiscono un prezioso requisito per l’ingresso nel mondo del lavoro ed un valore aggiunto anche alla fine della carriera, per la pensione. Ai laureati è riservata infatti la possibilità di riscattare gli anni di studio, fino al conseguimento della laurea, a scopo pensionistico: valorizzando così l’anzianità contributiva. Il riscatto della laurea si può impiegare secondo due modalità. Da una parte può costituire un aumento del vitalizio: l’importo della pensione verrà dunque ricalcolato su una base contributiva maggiore. Questa opzione è consigliata soprattutto per coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo i trent’anni. Dall’altra può concorrere ad anticipare l’età pensionabile in quanto gli anni di studio andranno ad aggiungersi all’anzianità contributiva già maturata; una scelta particolarmente interessante per coloro che hanno iniziato a lavorare subito dopo l’università. Si può inoltre scegliere se riscattare l’intero periodo di studi o solo una parte: l’unico requisito è aver conseguito un diploma di laurea o un titolo ad esso equiparato con valore legare in Italia. Sono esclusi invece i periodi di formazione durante i quali si è stati studenti lavoratori o gli anni fuori corso. La richiesta del riscatto di laurea si effettua online, tramite il sito dell’INPS, specificando se si vuole pagare in un’unica soluzione o con una dilazione di 120 rate mensili per un massimo di 10 anni. Essendo però il costo del riscatto rapportato al reddito, si consiglia di presentare la domanda all’inizio della propria carriera lavorativa ed in ogni caso il prima possibile. Quanto versato a proprio nome potrà poi essere detratto dal reddito IRPEF mentre a coloro che pagano per un soggetto fiscalmente a proprio carico sarà riconosciuto il 19% di quanto corrisposto. La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati lo scorso agosto ha proposto un disegno di legge che, se approvato, permetterebbe ai nati dopo il 1980 con un reddito inferiore ai 15.000€ di beneficiare di notevoli riduzioni e per i nuovi immatricolati di anticipare il 50% dell’onere contestualmente alle tasse universitarie. Le possibili novità in materia sono dunque notevoli e mirano ad agevolare l’accesso al riscatto della laurea in quanto costituisce un efficace sistema per valorizzare gli anni di studio in previsione del proprio benessere futuro.

Ildegarda Longobardi

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