Addio Cus. La Sapienza è pronta a gestire gli impianti di Tor di Quinto.

Cus Roma abbandona, dopo mesi di contenziosi, le strutture sportive universitarie di Tor di Quinto. La Sapienza sta lavorando per rendere fruibili gli spazi

Sembrerebbe essersi concluso, almeno fuori dalle aule dei tribunali, il braccio di ferro tra Sapienza e Centro Universitario Sportivo Roma, gestore degli impianti sportivi di proprietà dell’ateneo nell’area di Tor di Quinto. Il Cus ha infatti abbandonato la struttura restituendo le chiavi alla Sapienza. La diatriba tra Cus e Università ha avuto inizio nel 2015 quando due studenti di Sapienza In Movimento- Antonio Lodise, in Consiglio di amministrazione, ed Emanuela di Martino, nel comitato sportivo- chiedono risposte in più sulla gestione lacunosa degli impianti universitari da parte di Cus. E’ così che l’università ha iniziato a pretendere, con più precisione, rendicontazioni sulle attività svolte e sul numero di studenti che frequentavano il Centro (si sono rivelate poi poche centinaia). Da quel momento il Cus entra nella bufera. Nel 2017 subisce un commissariamento interno e, a seguito di un lavoro di monitoraggio, la Sapienza rileva delle anomalie ed irregolarità nella gestione.. Cosi si legge nella delibera del Cda Sapienza del 14 Novembre 2017: “Dell’analisi della documentazione contabile presentata dal CUS risultava un aumento notevole della massa debitoria (…) ascrivibile al rinvenimento di documentazione contabile non nota” . L’ateneo decide così, verificata l’impossibilità di percorrere vie alternative, di non rinnovare la concessione all’ente per l’anno 2018. Nonostante la decisone dell’università, il Cus, che nel frattempo ha continuato illegittimamente  a svolgere attività nelle strutture e a sottoscrivere abbonamenti con gli studenti, entra in causa con l’ateneo. Solo poche settimane fa, dopo che il Consiglio di Stato decide di annullare la sospensiva pronunciata dal Tar a favore del Cus , quest’ultimo ha abbandonato le sue posizioni restituendo le strutture al legittimo proprietario: la Sapienza. Sarà ora il neo-istituito Centro Servizi ad occuparsi di gestire gli impianti di Tor di Quinto. Sull’argomento è intervenuto Antonio Lodise (SIM), tra i primi ad indagare sulla questione Cus: «Non ci sembrava chiaro come venissero gestite le strutture. Abbiamo chiesto risposte perché come rappresentanti dobbiamo assolvere al nostro dovere di lavorare per gli studenti. E’ giusto rispettarli e rispettare i loro soldi. Il processo è stato lungo e difficile.  Ora inizia una nuova sfida per la Sapienza. Ci aspettiamo uno sport di qualità e ci aspettiamo che la Sapienza offra qualità sportiva e cultura sportiva. Agli studenti mi sento di dire di partecipate»

 

2 pensieri riguardo “Addio Cus. La Sapienza è pronta a gestire gli impianti di Tor di Quinto.

  • luglio 7, 2018 in 1:40 pm
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    Il cus roma non ha chiuso!
    Grazie all’intervento del Cusi che con il commissariamento ha messo in atto una azione di risanamento amministrativo che ha generato risultati importanti
    Il Cda Sapienza ha fatto altre scelte
    Al sig. Lodise qualcuno può chiedere da chi era gestito il cus Roma quando il Cda Sapienza ha rilevato …”documenti non noti….”?
    Nello specifico che ruolo ha avuto la forza politica, che lo ha eletto nel cda, nel periodo di gestione Cus roma dal 2011-2016?
    L’informazione è una cosa seria, se si da parziale è un delitto

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    • luglio 26, 2018 in 8:57 am
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      Gentile “Robin”. Grazie per il feedback. Nell’articolo non è scritto in nessuna parte che il Cus abbia chiuso. L’azione di risanamento amministrativo avvenuta con il commissariamento da parte del Cusi non ha soddisfatto l’ateneo data la decisione di non rinnovare la convenzione. Sicuri di non aver commesso delitto di parzialità rimaniamo aperti ad ulteriori pareri.
      Luca Basiliotti

      Risposta

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