Corsi universitari in sola lingua inglese: l’alt del Consiglio di Stato

Lo scorso 29 gennaio il Consiglio di Stato ha bocciato la proposta di corsi universitari solo in inglese, mettendo al parola “fine” a una lunga diatriba.

Il recente alt del Consiglio di Stato ha richiamato l’importanza della lingua italiana «in nome della tutela del patrimonio culturale, del principio d’eguaglianza, della libertà d’insegnamento e dell’autonomia universitaria», secondo quanto riportato sul sito dell’Accademia della Crusca, contro «un “illegittimo sacrificio” dei principi costituzionali del primato della lingua italiana richiamati dalla Corte Costituzionale». Si propone quindi di affiancare ai corsi in inglese dei corsi paralleli in italiano. Tutto è iniziato nel 2012 quando il Senato Accademico del Politecnico di Milano propose l’uso esclusivo della lingua inglese per tutti i corsi di laurea magistrali e nei dottorati. Una proposta non condivisa da un gruppo di docenti del Politecnico che nel 2012 fece un ricorso poi accolto dal Tar lombardo vietando l’erogazione di corsi nella sola lingua inglese. Al contrario, il Miur era favorevole. Il rischio sarebbe l’estromissione della lingua italiana da interi campi del sapere, e gli insegnamenti in lingua inglese correrebbero il rischio di essere una “vetrina” per attirare il “mercato” degli studenti internazionali e per adeguarsi al trend delle altre università europee. Secondo IlSole24Ore, in Germania ci sarebbero tra gli 800 e i 1569 corsi universitari in inglese, nei Paesi Bassi almeno 1500 e in Francia 450. Per quanto riguarda l’Italia, vi sono diverse stime: Uni-Italia, sito voluto da Miur, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell’Interno, ne conta 527, mentre Universitaly ne conta 339, di cui 42 solo a Roma di cui 17 alla Sapienza. Tuttavia, lo sdoppiamento dei corsi richiede investimenti che peserebbero ulteriormente sulle finanze degli atenei. Occorre quindi domandarsi cosa significhi realmente internazionalizzare le università.

 

Alice Palombarani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *