Scalone Sapienza chiuso, rischia il collasso

Da qualche mese lo Scalone Monumentale è stato transennato perché troppo indebolito. La ristrutturazione costerà poco meno di 2 milione e mezzo di euro.

Fortunatamente non sono tutti soldi della Sapienza quelli che verranno utilizzati per rimettere in sicurezza lo scalone dell’ateneo dietro la Minerva. Il 75% dei 2.438.748 euro necessari ai lavori verrà dal finanziamento della Banca Europea degli Investimenti a cui la Sapienza ha avuto accesso. Gli studenti dovranno però attendere un bel po’ di tempo prima di potersi sedere sulle note scale ora inaccessibili da eleganti transenne. D’altronde transennare era divenuto obbligatorio, come si legge nella delibera del consiglio di Amministrazione “si sono evidenziate forti criticità dovute all’ammaloramento delle sottostanti strutture in cemento armato, che hanno risentito del deterioramento dell’impermeabilizzazione e della perdita di efficacia dovuto al tempo”. La struttura ha dunque perso la sua capacità di resistenza nonostante i lavori di manutenzione degli anni ’70 e poi del 2009. “ Il manufatto si ritiene del tutto privo della necessaria sicurezza statica e i lavori necessari data l’affluenza di pubblico e il rischio che un evento sismico possa portarne il collasso. A determinare l’attuale difficile situazione dello Scalone sono stati sicuramente i pessimi materiali usati nella costruzione ma anche le poche opere di consolidamento che hanno causato una perdita di resistenza pari al 30% in meno. Alla Sapienza rimangono ora due modalità di intervento: l’adeguamento sismico con completa demolizione e ricostruzione della struttura oppure miglioramento sismico con il solo smontaggio degli elementi lapidei esterni. Nella prima soluzione si potrebbero però utilizzare gli spazi sottostanti allo Scalone per Archivio e avere una sicurezza sismica del 100%. I costi dei lavori delle due soluzioni sono i medesimi. Saranno ora gli Uffici dell’Area Gestione Edilizia con i tecnici dell’Impresa Tecnica MP srl insieme all’architetto Carbonare, professore emerito Sapienza, ha scegliere la soluzione migliore.

Luca Basiliotti

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