INFOSTUD, ODI ET AMO

I bug e la dipendenza da questa piattaforma, sempre più centrale per gli studenti della Sapienza

È la nostra ombra accademica, più rumorosa che mai. Parliamo del servizio Infostud, croce e delizia degli studenti della Sapienza che lo utilizzano quotidianamente, o almeno ci provano. Perché molte volte questi esploratori virtuali trovano ostacoli, a tal punto da doversi dirigere sui gruppi Facebook per maggiori chiarimenti. «Non trovo l’appello di…», «Non riesco ad accedere, è successo anche a voi?»: questi gli slogan più frequenti per cercare assistenza dagli altri colleghi. In ultima istanza, c’è stato il black out di 4 giorni che ha mandato in tilt soprattutto i nuovi arrivati, affaticati dopo i test e nel panico per le scadenze imminenti. Dirottati dalla pagina ufficiale dell’Ateneo verso le segreterie amministrative o il ‘Ciao’, questi “avventurieri in fasce” hanno subito intuito la strada da percorrere, tra orari degli appelli sulle bacheche elettroniche e improvvisi bug, soprattutto nei servizi mobile. Infatti nell’App, inaugurata nel 2012, si riscontrano maggiormente problemi di accesso, oltre alle funzionalità operative ridotte. In ogni caso, esiste un’assistenza tecnica? Ovviamente sì, ma il più delle volte viene intasata per problemi più grandi. Insomma questi indefiniti ingegneri virtuali, si barcamenano silenziosamente nel controllo di un sistema che, nonostante le problematiche quotidiane, rimane essenziale per la nostra vita accademica, dall’inizio fino alla domanda di tesi 2.0.

Luca Vincenzo Fortunato

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