THEATRON. Teatro antico alla Sapienza: tra tragedia e commedia, l’Atene rediviva

Il progetto «Theatron» della Sapienza, coordinato dalla prof.ssa Anna Maria Belardinelli, ordinario di Filologia classica, dal 2010 produce traduzioni di testi teatrali antichi su cui si basano le relative rappresentazioni (a partire dall’Agamennone eschileo del 2013/2014 il progetto si avvale della fedele regia di Adriano Evangelisti e, attraverso le tragedie euripidee di Troiane e Ippolito, si è giunti nel 2016/2017 a inscenare le esilaranti Tesmoforiazuse del commediografo Aristofane). Theatron – che, diciamolo subito, rilascia crediti formativi e attestati di frequenza – è il prodotto di due laboratori: uno di traduzione, cui partecipano gli studenti della laurea magistrale in “Filologia, Letterature e Storia del Mondo Antico”; e uno di messa in scena, cui partecipano gli studenti (anche di 4° liceo!) indipendentemente dalla loro Facoltà d’appartenenza, animati dal piacere del teatro, dalla curiosità della comunicazione e dalla tecnica anche coreografica della recitazione. Per l’anno 2017/2018 verranno progettate le Coefore di Eschilo, così da poter concludere nel 2019 la trilogia con le Eumenidi, finanziamenti d’ateneo permettendo. Dopo l’uscita del bando a dicembre sulla pagina d’ateneo (@Sapienza > Teatro), le audizioni per gli aspiranti attori si terranno intorno a gennaio, le prove si svolgeranno fino a giugno inscenando varie volte a partire da luglio, sia a Roma che fuori città.  Il progetto si chiude prima di Natale (ricordo le repliche delle Tesmoforiazuse il 12 e il 13 ottobre nell’Aula Magna della Sapienza, doppio spettacolo ore 10.30 e 16.30). Su youtube troverete il filmato intero della prima inscenata alla Sapienza: un tripudio di colori e di danze misteriche femminili che non offuscherà la mordacità paradossale del turpiloquio misogino e dissacrante di Aristofane. Nella visione attenta del regista Evangelisti, questa commedia è stata rappresentata di modo che riecheggiassero, ancorché senza identità, i rituali di fertilità esclusivamente femminili come il Lohri indiano o il Kanamara Matsuri shintoista, in quanto le Tesmoforie erano le feste greche in onore delle Dee eleusine Demetra e Persefone. Avrebbe aggiunto l’orfica poetessa Alda Merini: «Così Proserpina lieve / vede piovere sulle erbe / sui grossi frumenti gentili / e piange sempre la sera. / Forse è la sua preghiera»…

Emiliano Sciuba

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